{"id":9932,"date":"2023-04-30T16:48:02","date_gmt":"2023-04-30T14:48:02","guid":{"rendered":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/?post_type=coltivatori&#038;p=9932"},"modified":"2024-01-11T16:33:31","modified_gmt":"2024-01-11T15:33:31","slug":"a-est-le-varieta-di-crotone","status":"publish","type":"coltivatori","link":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/coltivatori\/a-est-le-varieta-di-crotone\/","title":{"rendered":"A est, le variet\u00e0 di Crotone"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Tonda di Strongoli e Pennulara<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le prime coltivazioni di ulivo in territorio calabrese sono antichissime, risalgono infatti al periodo della Magna Grecia [VIII-VII secolo a.C.]. Furono poi Romani a perfezionare le tecniche olearie, permettendo all\u2019olivicoltura di diffondersi rapidamente. Proprio la grande esperienza accumulata nel corso dei secoli ha permesso alla Calabria di diventare tra le regioni pi\u00f9 importanti per la produzione di olio.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono circa 33 le tipologie di ulivo presenti con propriet\u00e0 organolettiche che variano non solo in base alle condizioni climatiche e al tipo di terreni, ma anche a seconda del periodo di raccolta delle olive. L\u2019olio pu\u00f2 essere quindi a volte forte a volte delicato, pi\u00f9 o meno fruttato, speziato ed assumere note dolci o amare. La Carolea \u00e8 la tipologia pi\u00f9 diffusa, presente in tutte e cinque le province calabresi; ogni provincia esprime comunque la propria peculiarit\u00e0 con particolari tipologie di ulivi che sono maggiormente diffuse.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ampio patrimonio varietale di ulivi della provincia di Crotone \u00e8 da segnalare la presenza di una cultivar di particolare pregio: <strong>la Tonda di Strongoli<\/strong>. Ritenuta da molti un clone della Carolea, per la similitudine del frutto, \u00e8 stato invece accertato essere una variet\u00e0 vera e propria dalle analisi genetiche svolte presso l\u2019Istituto Sperimentale per l\u2019Olivicoltura di Rende (CS). Il suo areale di diffusione \u00e8 limitato ai comuni di Casabona, Rocca di Neto e Strongoli appunto.<\/p>\n\n\n\n<p>La cultivar di olivo <strong>Pennulara o Nostrale di Caccuri<\/strong> \u00e8 poco conosciuta perch\u00e9 diffusa solo nell&#8217;areale dell&#8217;alto crotonese. \u00c8 probabile che questa variet\u00e0 risalga ai tempi dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019abate Gioacchino da Fiore, intorno al 1200, con la sua coltivazione spinta fino ad una quota di circa 700 metri tra i comuni di Caccuri, Cerenzia, San Giovanni in Fiore e Castelsilano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tonda di Strongoli e Pennulara Le prime coltivazioni di ulivo in territorio calabrese sono antichissime, risalgono infatti al periodo della<\/p>\n","protected":false},"featured_media":9645,"menu_order":1,"template":"","acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coltivatori\/9932"}],"collection":[{"href":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coltivatori"}],"about":[{"href":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/coltivatori"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9645"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9932"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}