{"id":10300,"date":"2023-11-28T16:51:49","date_gmt":"2023-11-28T15:51:49","guid":{"rendered":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/?post_type=itinerari&#038;p=10300"},"modified":"2024-05-23T15:00:14","modified_gmt":"2024-05-23T13:00:14","slug":"la-strada-dellolio-itinerario-tra-sapori-e-tesori-dal-borgo-di-nicastro-a-lamezia-terme","status":"publish","type":"itinerari","link":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/itinerari\/la-strada-dellolio-itinerario-tra-sapori-e-tesori-dal-borgo-di-nicastro-a-lamezia-terme\/","title":{"rendered":"La strada dell&#8217;olio: itinerario tra sapori e tesori dal borgo di Nicastro a Lamezia Terme"},"content":{"rendered":"\n<p>Nata nell&#8217;anno 1968 dall&#8217;unificazione dei comuni di Nicastro, Sambiase e Sant\u2019Eufemia, Lamezia Terme \u00e8 la terza citt\u00e0 della Calabria per abitanti e occupa un ruolo importante come centro direzionale per l&#8217;economia del territorio, svolgendo una funzione rilevante come nodo geografico regionale per i suoi svicoli stradali, ferroviari e aeroportuali. \u00a0<br>Lamezia Terme recupera da un lato il nome della pi\u00f9 antica comunit\u00e0 politica attestata nel territorio gi\u00e0 in et\u00e0 protostorica, ossia i Lamet\u00ecnoi, mentre dall&#8217;altro richiama la presenza di sorgenti di acqua termale nel corso del torrente Bagni, in localit\u00e0 Caronte.\u00a0<br>Oltre ad avere con s\u00e9 numerosi punti d\u2019attrattivit\u00e0 dal carattere storico, culturale ed architettonico, nell&#8217;area che circonda Lamezia Terme si trovano numerose aziende agricole ed oleifici che producono un prodotto che rappresenta un\u2019eccellenza del territorio calabrese: l\u2019olio d\u2019oliva. In particolare, il gioiellino prodotto nelle strutture agricole \u00e8 il famoso Lamezia DOC, olio protagonista che si ricava da vitigni quali il nerello mascalese, il nerello cappuccio e il greco nero. \u00a0<br>Nei pressi di Lamezia Terme, sorge un borgo caratteristico e degno di essere visitato ed ammirato in tutto il suo splendore: si tratta di Nicastro, una delle circoscrizioni comunali della citt\u00e0 di Lamezia Terme. \u00c8 stato un comune autonomo sino al 1968, anno dell&#8217;unificazione con Sambiase e Sant\u2019Eufemia Lamezia per la nascita del nuovo comune, del quale \u00e8 il quartiere pi\u00f9 popoloso. \u00a0<br>Attorno alle origini di questa citt\u00e0, vi \u00e8 una fioritura di leggende e tradizioni ricostruite da vari studiosi. Convenzionalmente, la nascita di Nicastro \u00e8 fatta risalire al dominio bizantino, entro il IX secolo. L&#8217;archeologo francese Fran\u00e7ois Lenormant afferma che essa<em> affonda le sue radici nel lontano VIII secolo<\/em>. Nel 1057, i Normanni conquistarono Nicastro sotto la guida di Roberto il Guiscardo; infatti, Nicastro fu teatro di una delle rivolte dei calabresi contro i conquistatori normanni nel 1059: i nicastresi assediarono il castello uccidendo i soldati normanni lasciati di guardia. Le rivolte furono successivamente sedate e, dopo il Concordato di Melfi, nel 1059, prosegu\u00ec la latinizzazione del rito religioso in tutta la Calabria. Nicastro, in particolare, fu latinizzata nel 1094 grazie all&#8217;elezione di un vescovo normanno.\u00a0<br>A Nicastro, inoltre, soggiorn\u00f2 l&#8217;Imperatore e Re Enrico VI: la sua vedova Costanza fece riparare il Castello di Nicastro durante la minore et\u00e0 di Federico II. E proprio sotto questo Principe, la Citt\u00e0 raggiunse il culmine della sua prosperit\u00e0. Infatti, fu Federico II, nella sua lungimiranza politica che, nel 1240, volle il riscatto della citt\u00e0 intera.\u00a0<br>La storia di Nicastro pass\u00f2, successivamente, dal 1595, in cui Tommaso Campanella lott\u00f2 a favore del Vescovo contro gli Spagnoli, e dal 1608, dove il feudo intero venne venduto per 138.500 ducati ai D&#8217;Aquino, principi di Castiglione, che lo tennero fino al 1799, in cui Nicastro rientr\u00f2 nel Regio Demanio.\u00a0<br>Nel 1799, Nicastro ader\u00ec al governo repubblicano di Napoli e fece sorgere nella piazza del mercato l&#8217;Albero della Libert\u00e0. Ma, all&#8217;annunzio dello sbarco del Cardinale Ruffo, la plebe, che non aveva mai visto di buon occhio i Francesi, abbatt\u00e9 l&#8217;albero ed insorse contro il vescovo ed altri del ceto elevato.\u00a0<br>Nel 1806, \u00e8 ancora la plebe che partecipa all&#8217;insurrezione contro i Francesi di Giuseppe Buonaparte e, successivamente di Murat, in favore dei Borboni. Ma, nel 1848, \u00e8 la parte pi\u00f9 eletta della cittadinanza che partecipa ai moti insurrezionali contro i Borboni, specie ad opera di Francesco Stocco che riport\u00f2 l&#8217;unico successo della infelice rivoluzione calabrese. E nel 1860, proprio Francesco Stocco fu a capitanare le schiere vittoriose delle Camicie Rosse Calabresi accorse a liberare il Regno di Napoli dal giogo Borbonico.\u00a0<br>La sua storia, rende il borgo di Nicastro un tesoro di storia, con architetture provenienti dai periodi caratterizzanti della piccola cittadina. Ma, dal punto di vista naturalistico, Nicastro \u00e8 anche attraversato da vaste aree di uliveti che rendono ancor di pi\u00f9 il territorio calabrese una vera e propria Citt\u00e0 dell\u2019Olio, prodotto rinomato e pregiato che rappresenta un fiore all\u2019occhiello dell\u2019economia della zona.\u00a0<br>L\u2019itinerario proposto ha come intento quello di far conoscere al visitatore, attraverso una gradevole pedalata in bicicletta, le profonde radici del territorio calabrese e tutte le sue sfumature: dai sapori tipici, esaltati dal buon olio d\u2019oliva, alla storia che circonda le tradizioni del posto. Tutto ci\u00f2, sar\u00e0 possibile scoprirlo ed ammirarlo grazie ad un percorso che inizier\u00e0 dal borgo di Niguarda, con sguardi sulla Chiesa Veterana, Antico Mulino delle Fate, Castello Normanno-Svevo e Museo Archeologico Lametino. Successivamente, con una passeggiata ricca di cultura e storia, si attraverser\u00e0 la citt\u00e0 di Lamezia Terme, scoprendone le sue radici e le sue tipicit\u00e0. Qui, l\u2019itinerario si concluder\u00e0 sfociando in una visita guidata [su prenotazione anticipata] presso l\u2019Agenzia Agricola De Lorenzo &amp;C, in Contrada Feudo Nicotera (localit\u00e0 angillitto), vivendo un\u2019esperienza alla scoperta dei segreti del vero protagonista: il gustoso olio d\u2019oliva calabrese.\u00a0<br><br><strong>Contenuto\/i principali: <\/strong>storico, paesaggistico, naturalistico, architettonico\u00a0<br><strong>Mezzi: <\/strong>in bici<br><strong>Durata itinerario: <\/strong>3 ore\u00a0<br><strong>Indicazioni:<\/strong><br>&#8211; Tipo escursione: sola andata\u00a0<br>&#8211; Difficolt\u00e0: facile\u00a0<br>&#8211; Lunghezza: 9km\u00a0<br>&#8211; Dislivello: 9m salita, 285m discesa\u00a0<br><br><strong>Tappe itinerario<\/strong><br>1. <strong>Partenza<\/strong>: <strong>Chiesa della Veterana (Via Sila 35, Nicastro).<\/strong><br>La chiesa della Veterana di Nicastro \u00e8 la chiesa filiale della parrocchia di Santo Teodoro, chiamata \u201cdella Veterana\u201d perch\u00e9 ritenuta la pi\u00f9 antica della citt\u00e0. Dopo i restauri, la chiesa misura metri 15 in profondit\u00e0 e metri 9 di larghezza. Al suo interno, si pu\u00f2 ammirare una tela raffigurante la Madonna, con ai lati San Domenico e Sant&#8217;Eligio, dal popolo chiamato Sant&#8217;Aloi, protettore degli asini. Ancora, si conserva sistemata al soffitto della chiesa una buona pittura; al di sopra dell&#8217;altare barocco, fatiscente e in gran parte andato a male, c&#8217;era una Pala raffigurante la Madonna delle Grazie con San luca e Santo Stefano.\u00a0<br><br>2. <strong>Tappa 1<\/strong>: <strong>Antico Mulino delle Fate &#8211; Nicastro 1727 (Via Serra 12, Nicastro).<\/strong><br>L\u2019Antico Mulino delle Fate \u00e8 un luogo incantato che sembra provenire da un\u2019altra epoca, permettendo al visitatore di effettuare un viaggio indietro nel tempo.\u00a0<br>Esso ha una lunga e ricca storia che risale a secoli fa: secondo la leggenda, il mulino fu costruito da un gruppo di fate che vivevano nella zona circostante. Queste fate erano note per la loro abilit\u00e0 di creare oggetti magici e, si dice, che il mulino fosse il loro luogo di lavoro. Il mulino era alimentato dalla magia delle fate e produceva farina ed altri prodotti magici che venivano venduti alle persone del villaggio vicino. Il mulino era un luogo molto importante nella cultura e nelle tradizioni locali. Si diceva, infatti, che le fate fossero le custodi del mulino e che nessuno poteva entrarvi senza il loro permesso. Inoltre, si credeva che il mulino avesse il potere di donare la fortuna e la prosperit\u00e0 a chiunque lo visitasse. Per questo motivo, molte persone si recavano all\u2019Antico Mulino delle Fate per chiedere il favore delle fate. L\u2019Antico Mulino delle Fate \u00e8 noto per la sua architettura unica e affascinante, costruito interamente in pietra e legno e sembra fondersi perfettamente con l\u2019ambiente naturale circostante. La ruota del mulino \u00e8 alimentata da un corso d\u2019acqua cristallino che scorre nelle vicinanze e l\u2019interno del mulino \u00e8 altrettanto affascinante, con macchinari antichi ed oggetti magici che si possono ammirare.\u00a0<br><br>3. <strong>Tappa 2: Castello Normanno-Svevo di Nicastro (Via Marte, Nicastro).<\/strong><br>Il Castello Normanno-Svevo di Nicastro ha sempre esercitato un\u2019attrattiva particolare per i molti viaggiatori stranieri che dal 1700 in poi hanno visitato la Calabria. Storia e mito, attrattiva e paura si sono sempre mescolate intorno a questo maniero, avvolgendolo in un alone di mistero. Specialmente dopo il rovinoso terremoto del 1638, che abbatt\u00e9 il castello seppellendo sotto le macerie il feudatario principe Cesare d\u2019Aquino, sono sorte tante suggestive leggende come quella della tana delle fate, quella della chioccia e i pulcini d\u2019oro e, soprattutto, quella del paggio e della principessa: secondo la tradizione, quando cala la notte, le fate escono dalle grotte di cui sono piene le sponde del torrente Canne e si aggirano intorno ai ruderi del castello e tra gli stretti vicoli, percorrendo poi il corso del torrente per raccogliere fiori, bacche e miele. La storia del castello ha molti punti di riferimento con Federico II che, avendo ereditato per via della madre Costanza d\u2019Altavilla tutti i beni dei Normanni, provvide subito a riscattare la citt\u00e0 di Nicastro dalla feudalit\u00e0 benedettina che possedeva la met\u00e0 della citt\u00e0, incluso il castello, dando in cambio all\u2019abate dell\u2019abbazia di Sant\u2019Eufemia la terra di Nocera ed il casale di Aprigliano. \u00a0<br><br>4. <strong>Tappa 3: Museo Archeologico Lametino (Piazzetta San Domenico, Nicastro).<\/strong><br>Il Museo \u00e8 situato nel complesso Monumentale del San Domenico a Lamezia Terme, nell&#8217;antico Convento dei Padri Domenicani. Il Museo accoglie numerosi reperti rinvenuti in diversi siti della piana lametina ed \u00e8 organizzato in tre sezioni (Preistorica, Classica e Medievale) attraverso le quali \u00e8 possibile seguire le dinamiche storiche del territorio dal Paleolitico sino all&#8217;et\u00e0 tardo-medievale.\u00a0<br><br>5. <strong>Arrivo: Azienda Agricola De Lorenzo &amp; C. (Contrada Feudo Nicotera, Localit\u00e0 Angillitto, Lamezia Terme).<\/strong><br>Societ\u00e0 Agricola Calabrese, gestita sin dal 1951 dal Prof. Giuseppe De Lorenzo, diventata nel 1974 l\u2019Azienda Agricola De Lorenzo &amp; C. L\u2019Azienda, con il suo centro produttivo, si estende per pi\u00f9 di 90 ettari nei territori della Piana di Lamezia Terme inclusi nell\u2019area a Denominazione di Origine Protetta Dop \u201cLametia\u201d.\u00a0<br>Si tratta di un\u2019area particolarmente adatta alla coltivazione dell\u2019ulivo, per le sue condizioni fisico-chimiche del terreno e per le condizioni climatiche, ma in particolare per la presenza della cultivar \u201cCarolea\u201d, tipica del territorio calabrese. \u00a0<br>L\u2019olio extra vergine di oliva ottenuto denominato <em>\u201cI Tesori del Sole\u201d<\/em> (DOP Lametia), \u00e8 un olio a bassa acidit\u00e0, rigorosamente \u201cestratto a freddo\u201d ed \u00e8 ideale per i condimenti a crudo su tutti i piatti della cucina mediterranea. Il colore \u00e8 verde-giallo dorato intenso, all\u2019olfatto si apre complesso ed elegante, dotato di netti sentori verdi di erbe fresche di campo e sottili note di pomodoro e mela; al gusto invece \u00e8 equilibrato nell\u2019amaro e nel piccante, che chiudono in mandorla.\u00a0<br><br><strong>Consigli utili: <\/strong>Casco e protezioni per biciclette (possibilmente mountain bike), pranzo al sacco, vestiario di ricambio, un buon rifornimento d\u2019acqua.\u00a0<br>Il centro aziendale De Lorenzo &amp;C \u00e8 facilmente raggiungibile, poich\u00e9 ubicato a 2 km dall\u2019uscita dell\u2019autostrada A3 SA-RC, dalla stazione ferroviaria e dall\u2019aeroporto Internazionale di Lamezia Terme. \u00c8 possibile prenotare delle visite guidate o degli assaggi enogastronomici contattando preventivamente al numero 0968 51065 (sito web: <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.tesoridelsole.it\/olio-extra-vergine-azienda-delorenzo\/\" target=\"_blank\">https:\/\/www.tesoridelsole.it\/olio-extra-vergine-azienda-delorenzo\/<\/a>).\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nata nell&#8217;anno 1968 dall&#8217;unificazione dei comuni di Nicastro, Sambiase e Sant\u2019Eufemia, Lamezia Terme \u00e8 la terza citt\u00e0 della Calabria per<\/p>\n","protected":false},"featured_media":10273,"menu_order":10,"template":"","acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/itinerari\/10300"}],"collection":[{"href":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/itinerari"}],"about":[{"href":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/itinerari"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10273"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museodigitaleolio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10300"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}